Giorno 1: Jackson Reef

sab. 3 ott 2026

Partenza dall’Italia con volo per Sharm El Sheikh. All’arrivo trasferimento, imbarco e sistemazione nelle cabine doppie con trattamento di pensione completa con acqua, tè, nescaffè e soft drinks.

Pernottamento

Jackson Reef

Giorni 2 - 7: Ras Mohammed National Park, Red Sea, Thistlegorm, Gulf of Suez, Sha'ab Abu Nuhas

dom. 4 ott 2026 - ven. 9 ott 2026

Soggiorno a bordo in cabina doppia con trattamento di pensione completa con acqua, tè, nescafè e soft drinks.

Navigazione verso un sito di immersione nelle vicinanze per un check dive, quindi ingresso nel Golfo di Suez passando per lo Yolanda Reef, che prende il nome da un mercantile cipriota lungo 74 metri che si incagliò sulla barriera il 1° aprile 1980. Il relitto rimase parzialmente adagiato sulla sommità del reef fino a quando una tempesta lo fece scivolare lungo il pendio. Oggi gran parte della nave è precipitata oltre la parete, lasciando una grande cicatrice tra Shark Reef e Yolanda Reef. Tuttavia, parte del carico è ancora visibile e rappresenta una curiosa attrazione per i subacquei: vasche da bagno, sanitari e accessori da bagno. Si prosegue poi verso lo storico relitto del Dunraven. Recuperato nei primi anni ’70, questo relitto di oltre 125 anni è in gran parte intatto, completamente ricoperto di coralli e ricco di vita marina.

Tra i relitti più famosi del Mar Rosso, e probabilmente del mondo, vi è il Thistlegorm. Divenne celebre quando Jacques Cousteau lo esplorò nel 1956, mantenendone però segreta la posizione fino alla sua riscoperta nel 1992. Adagiato in posizione verticale su un fondale di 33 metri, questo relitto lungo 127 metri e largo 18 metri è davvero impressionante. Nei pressi di Sha’ab Ali, nelle prime ore del 22 febbraio 1881, il Kingston, lungo 78 metri, si incagliò sul bordo settentrionale del reef noto come Shag Rock.

Attraversando il Golfo di Suez si raggiunge Abu Nuhas, un vero paradiso per gli amanti dei relitti, celebre per l’abbondanza di relitti antichi e più recenti: Giannis D, Carnatic, Chrisoula K e Kimon M. Tutti si trovano sul lato nord della barriera, su un fondale sabbioso ai piedi di una ripida parete corallina ricca di coralli a tavola. Il reef è molto esposto a vento e onde dominanti e prende il nome dal più antico relitto che trasportava rame (Nuhas in arabo). Se le condizioni meteo lo permettono, è possibile immergersi anche sull’Ulysses o sul Rosalie Moller. Solo due giorni dopo l’affondamento del Thistlegorm, anche il Rosalie Moller fu colpito mentre era all’ancora e affondò in posizione verticale. Situato al largo dell’isola di Gubal, il sito è molto esposto a mare, vento e onde: l’immersione è profonda, con tempo di fondo limitato e visibilità inferiore rispetto ad altri siti, ed è quindi consigliata esclusivamente a subacquei molto esperti.

Opzionalmente, e solo con condizioni marine favorevoli, è possibile raggiungere uno dei relitti meno frequentati, il Million Hope, situato a nord di Tiran. Si tratta di uno dei relitti più recenti del Mar Rosso egiziano e del secondo più grande tra quelli visitabili: le sue dimensioni lo rendono un’immersione davvero memorabile.

Tra un’immersione sui relitti e l’altra, si visitano anche splendidi reef come Sha’ab Mahmoud e il Parco Nazionale di Ras Mohammed.

Giorno 8: Viaggio Notturno

sab. 10 ott 2026

A seconda dell’orario di check-out degli ospiti e dei voli, potrà essere effettuata un’ultima immersione oppure attività di snorkeling. Rientro al porto di New Marina (El Wataneya), sbarco e trasferimento in aeroporto in attesa del volo di rientro in italia con arrivo previsto il giorno seguente.

Giorno 9: Fine dell'itinerario

dom. 11 ott 2026

Arrivo in Italia.

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