Giorno 1: Central Namibia

Dopo aver incontrato la guida in aeroporto ci dirigiamo verso Na’ankuse Lodge. A solo 40 min dall’aeroporto, il Lodge ci accoglie come un miraggio dopo il viaggio aereo.
 

Consigli dagli Esperti

Il Lodge è stato costruito nel rispetto dell’ambiente che lo circonda. Con strutture situate in tutta la Namibia, la Naankuse Ecotourism Collection genera un reddito vitale per gli sforzi di conservazione della Naankuse Foundation. Le strutture offrono agli ospiti la possibilità di imparare a conoscere la conservazione, alloggi incontaminati, economici e di lusso, e attività culturali e faunistiche uniche.

Giorni 2 - 3: Ongava Private Game Reserve

Inizia il viaggio…la strada ci porta verso Nord, verso le cittadine di Okahandja, di Outjo, sù fino a Andersson Gate, dove si trova il nostro Lodge. La Riserva privata di Ongava ci apre le sue porte. Confina direttamente con il parco di Etosha e il numero di rinoceronti e leoni della riserva è impressionante, in quanto a Ongava si fa conservazione delle specie di rinoceronte nero e ogni giorno i rangers lottano contro i bracconieri.

Nel pomeriggio prima attività, con safari all’interno della riserva.

Il giorno successivo intera giornata dedicata alla scoperta del Parco. A bordo del nostro veicolo partiremo all’alba per entrare nel Parco e iniziare la ricerca degli animali. Elefanti e leoni, springbok e leopardi, variopinti uccelli….una moltitudine di animali che si abbeverano alle famose pozze, dove spesso ci si ferma per lungo tempo ad ammirare elefanti che si alternano a zebre, rinoceronti ecc…
Uno spettacolo della Natura.
 

Ongava Game Reserve Ongava Game Reserve

Attivitá e Servizi

Game drive in Etosha National Park

Giorni 4 - 5: Damaraland

Lasciamo Ongava per dirigerci verso Sud, nella terra dei Damara, dove le catene montuose la fanno da padrone, dove vaste pianure si alternano a picchi granitici. Qui i San hanno lasciato testimonianze del loro passaggio oltre 2500 anni fa, qui andremo a ammirare le incisioni rupestri di Twyfelfontein.

Il giorno successivo altra giornata alla scoperta del Damaraland che avrà il suo culmine nella escursione alla ricerca degli elefanti adattati al Deserto. Nel pomeriggio andremo a cercarli nei letti dei fiumi effimeri del Damaraland, dove amano spostarsi a causa del terreno soffice.

 

Consigli dagli Esperti

L'Arte rupestre che si può ammirare in questi luoghi è assolutamente straordinaria per bellezza, qualità e quantità di documenti iconografici giunti fino a noi sotto forma di petroglifi e pitture. Questo notevole patrimonio archeologico, tra i più importanti a livello mondiale, è fondamentale per conoscere la preistoria dell'Africa australe, un subcontinente dove la documentazione scritta, i resti monumentali o le epigrafi scarseggiano o sono di epoca relativamente recente, sebbene gli studiosi considerino la zona, la culla della più antica presenza umana.

Giorni 6 - 7: Swakopmund

Il viaggio riprende. L’Oceano ci attende. una volta raggiunto la costa visiteremo la più grande colonia delle otarie nell'Africa australe a Cape Cross. Nel pomeriggio arrivo nella città di Swakopmund. Dopo tanta natura si torna fra la gente, fra case costruite dai Tedeschi durante la loro occupazione, fra fine Ottocento e inizi Novecento, fra Bäckerei e nebbia mattutina.

Il giorno successivo una delle giornate più emozionanti del viaggio. Di buon mattino raggiungeremo il jetty di Walvis Bai per una crociera nella baia. Ammireremo le colonie di otarie, con un po' di fortuna potremmo avvistare pesci luna e delfini, fors’anche balene. Dopo il pranzo delle jeep speciali ci portano là dove arrivavano le navi a rifornirsi di acqua potabile, a Sandwich Harbour, attraversando dune e delta, correndo lungo la battigia e fermandosi per scalare una duna o fare una foto.

Mola Mola Sandwich Harbor 4x4 Experience

Consigli dagli Esperti

Si trovava su una gran spiaggia gialla dietro cui si ergevano dune alte come montagne. La spiaggia era completamente deserta. Si allontanava curva da entrambe le parti prima di scomparire confondendosi col mari agli estremi limiti della visione… Non una roccia, non una foglia, non un uccello, non un animale, e nessun riparo dal sole…
cosi Wilburn Smith, nel romanzo Spiaggia Infuocata, descrive la Skeleton Coast o costa degli Scheletri.

Terra creata da Dio in un momento di rabbia, cosi la chiamano i Boscimani, la Skeleton Coast sono 1600 km di inferno. Dall’Angola fino al Sudafrica, tutta la parte costiera del grande deserto del Namib, è un luogo infernale, unico e affascinante.  Ma perché è stata chiamata cosi questa parte della Namibia? Ovunque si legge che qui hanno fatto naufragio, nel corso dei secoli, centinaia di navi, i cui capitani venivano sorpresi da una nebbia fitta, creata dall’incontro della fredda corrente del Benguela, che arriva dal Sud, con le correnti calde del deserto del Namib, e dai bassi fondali creati dalle sabbie del fiume Orange e che vengono portate verso Nord dalla corrente. Chi sopravviveva al naufragio e si ritrovava sulle spiagge aveva poche possibilità di salvarsi.
Erano infestate da leoni e leopardi, iene brune e … mancanza di acqua potabile.
Quindi scheletri di navi e di uomini. A cui vanno sommati gli scheletri delle balene, che qui si arenavano numerose, e le cui ossa venivano utilizzate dai Boscimani per costruire le loro capanne nei periodi in cui, dall’interno della Namibia, si fermavano qui per raccogliere il sale!

Ma la Skeleton coast è soprattutto deserto. E dune. Da Nord a Sud le dune si alternano a ampie piane ghiaiose, per culminare poi con le alte dune a Sud del fiume Kuiseb, dune che incontrano l’Oceano, facendo di questa zona della Namibia una delle più spettacolari.

Giorni 8 - 9: Solitaire

Il più antico deserto del mondo ci aspetta…

Il secondo giorno un'altra giornata che rimarrà per sempre nel tuo cuore: la valle delle dune, Sossusvlei ci apre il suo sgangherato cancello all’alba e penetrare nella valle significa trovarsi in un luogo unico al mondo. E’ il momento di scalare le dune più alte al mondo, di fermarsi ad ascoltare il vento e il silenzio in Deadvlei, camminando fra alberi di centinaia di anni fa, lasciarsi accarezzare dalla sabbia rossa del Namib.

E la magia del deserto la vivremo anche con l’escursione facoltativa al tramonto al Lodge.

Consigli dagli Esperti

A mio parere uno dei luoghi più affascinanti del mondo, il deserto del Namib è il deserto più antico del mondo. La sua origine risale a 80 milioni di anni fa e le sue dune rosso ruggine ne testimoniano l'età. Molto interessante sia dal punto di vista geologico che biologico, parlare del grande Namib, che si estende dall'Angola al fiume Orange, dalla Grande Scarpata all'Oceano Atlantico, è come ripercorrere la storia della Namibia. Da nord a sud il deserto cambia spesso volto: a nord ci sono le dune di canna da zucchero, che si spostano a causa dei forti venti che spazzano quella parte della Namibia, ma a nord c'è anche la nebbia che si forma per l'incontro tra la corrente fredda del Benguela e l'aria calda del deserto. Qui si trova la famosa Costa degli Scheletri, conosciuta dai viaggiatori di tutto il mondo come luogo in cui un tempo le grandi navi e i vassalli naufragavano a causa dei bassi fondali e della nebbia. Non solo le navi, ma anche le balene trovano spesso la morte arenandosi qui...

A Sud di Swakopmund si trovano le grandi dune rosse, tra le più spettacolari al mondo, le più antiche di questo deserto, rosse per l'ossidazione del ferro contenuto nella sabbia. Sossusvlei e le dune 40, le 45, la Grand Daddy di altri 305 metri, la Big Mama, sono una tappa obbligata per chiunque viaggi in Namibia.

Andando invece verso la costa, verso Sandwich Harbor, le dune diventano più chiare, dune giovani, dune in continua crescita, grazie alle sabbie che qui arrivano costantemente dalla foce del fiume Orange, trasportate dal vento e dalle correnti. E dune infinite arrivano fino a Luderitz e oltre, fino all'estremo sud della Namibia, nella zona dei diamanti, che un tempo erano sulla spiaggia e nella sabbia, e ora sono estratti in mare.

Ma il Namib è un deserto anomalo, non è un deserto senza vita, anzi, come ho detto all'inizio è un paradiso per i biologi. Qui la nebbia crea la vita. La nebbia che si deposita sulle foglie delle piante che sopravvivono qui o sulle elitre del coleottero tenebronide, il tok tokie, è la causa della vita nel deserto.

Piante come la Welwitschia Mirabilis possono sopravvivere fino a 2000 anni!

Grandi antilopi come l'orice riescono a vivere con poca acqua e grazie a un adattamento alle dure condizioni del deserto: hanno sviluppato una mirabile rete nella testa, per poter raffreddare la temperatura corporea, che non supera mai i 40°!

E non mancano struzzi, volpi, piccole antilopi, serpenti e uccelli, come l'Allodola delle dune, endemica del Namib. Dimenticavo... Namib significa grande luogo di acqua secca e il nome della Namibia prende il nome dal suo immenso deserto.

Attivitá e Servizi

Sossusvlei - The Red Dunes

Opzionale

Gita naturalistica al tramonto al lodge

Giorno 10: Kalahari Namibia

Attraverso paesaggi lunari e passi montani raggiungeremo l’altopiano centrale della Namibia per poi arrivare nel Deserto delle dune longitudinali del Kalahari, lunghi kilometri e kilometri, rigano il deserto più grande al mondo dove convivono animali selvatici e antichi popoli. E’ la terra dei San, dei piccoli uomini che popolano la Namibia da tempi antichissimi, volti dai lineamenti fini, genti dalla pelle color dell’ambra.

Qui faremo l'ultimo fotosafari del nostro viaggio al pomeriggio fino a dopo tramonto incluso il tradizionale sundowner.

Giorno 11: Fine dell'itinerario

E’ tempo di rientrare alla capitale per il volo di rientro.

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